18 dicembre 2014 - 11:07:12

ASPETTI GIURIDICI BASE DELL’E-COMMERCE

Giacomo Costantini in Ecommerce
e-commerce norme e regole


La notevole diffusione dell'e-commerce negli stili di consumo e le conseguenti opportunità per gli operatori economici di utilizzare questo mezzo per commercializzare i propri prodotti, impongono però di fare il punto sotto l'aspetto delle regole e norme che interessano chi intende avviare un'esperienza di commercio online. Per questo abbiamo pensato di aggiungere un membro alla nostra squadra, qualcuno che avesse competenze giuriche e con noi condividesse entusiasmo e attenzione nei confronti del tema professionisti, p.m.i. e approfondire questo tema.

Così  tramite le cerchie di professionisti che collaborano direttamente con Confesercenti abbiamo conosciuto Viola Cortesi, giovane avvocato di Ravenna. 

In  questo primo articolo Viola ha preparato per noi un primo Vademecum sulle basi normative dell'ecommerce nel nostro diritto.


 

 

ASPETTI GIURIDICI BASE DELL’E-COMMERCE

a cura di Viola Cortesi

Definizione di e-commerce

Il commercio elettronico è stato definito dalla Comunità europea come lo svolgimento di attività commerciali e di transazioni per via elettronica, e comprende attività diverse quali: commercializzazione di beni e servizi per via elettronica, distribuzione online di contenuti digitali, effettuazione per via elettronica di operazioni finanziarie e di borsa, appalti pubblici per via elettronica ed altre procedure di tipo transattivo delle Pubbliche Amministrazioni.

Il pagamento può compiersi elettronicamente mediante utilizzo di carte di credito o sistemi di pagamento elettronici (paypal e affini), ovvero con bonifico bancario o contrassegno postale, in base alle modalità di vendita e della tipologia di acquisti effettuati.

Le tipologie di commercio elettronico vengono classificate a seconda dei soggetti che partecipano al processo di vendita:

1. business to consumer (B2C): attraverso il sistema di vendita, gli operatori del commercio elettronico offrono servizi e prodotti via Internet al consumatore finale;

2. business to business (B2B): ha lo scopo di incrementare le transazioni e gli affari tra aziende;

3.business to administration: fa riferimento esclusivamente ai rapporti, gestiti mediante reti telematiche, fra le imprese e gli enti non commerciali.

 

Normativa di riferimento

Al fine di istituire una attività di e-commerce occorre conoscere la normativa di riferimento, che nel caso di specie è sia nazionale sia europea.

Le principali norme che riguardano l’e-commerce sono:

1. D.lgs. 114/98: riforma della disciplina relativa al settore del commercio, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997. All'articolo 18 prevede la “vendita per corrispondenza, televisione o altri sistemi di comunicazione”, così comprendendo tutte le ipotesi di vendita al dettaglio attraverso un sito internet o, in generale, le vendite a distanza.

2. D.lgs. 185/99: attuazione della direttiva 97/7/CE relativa alla protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza. Il soggetto che acquista beni o servizi tramite un sito internet, se agisce per scopi estranei alla propria attività professionale viene definito consumatore e beneficia di una particolare protezione legislativa: egli infatti gode di specifici diritti previsti dalla normativa sulle vendite a distanza, e riconosce al consumatore il diritto di trovare sul sito dove effettua gli acquisti delle precise e corrette informazioni.

3. D.lgs. 70/2003: attuazione della direttiva 2000/31/CE relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno. Il decreto stabilisce il principio che chi intende svolgere attività di commercio elettronico, o più genericamente intenda prestare servizi nella società dell'informazione, ha libero accesso a tale settore senza necessità di un'autorizzazione preventiva, fatti salvi i casi relativi a settori speciali (ad esempio i servizi postali), regolati diversamente.

In primo luogo l'attività di commercio, per essere subordinata ad adempimenti di natura formale, deve essere professionale ed abituale, cioè non occasionale, deve prevedere l'acquisto di prodotti e/o servizi, e deve essere finalizzata alla successiva rivendita.

Secondo il Ministero dell'Economia e delle Finanze “i requisiti di professionalità e abitualità sussistono ogni qual volta il soggetto ponga in essere con regolarità, sistematicità e ripetitività una pluralità di atti economici finalizzati al raggiungimento di uno scopo”: pertanto l’attività che sia svolta in maniera saltuaria od occasionale, come la vendita di alcuni mobili usati, non è invece soggetta alle norme in materia di commercio.